Le Parole tra Noi

SANDRO PIOLI

POESIE

MOLESCHINE

 

Dal fondo del bicchiere

oltre il trasparente rosso

muove la parola

imposta la voce

e sale le scale

verso le stanze di sopra

Si sposta tra su e giù

la voce

e torna autentica

senza contenuti

Si lacera

sul muro del mondo

senza alcuna coscienza

rimbalza in corde nel cerchio

di un infinito dolore

Sulla bilancia

la quantità delle parole sfugge

a frasi senza ritorno

Non porta valigie

ma organizzati file

nelle cartelle dei viaggi

Le cose stanno

osservabili sulle mensole delle strade

coscienziose 

nei sensi di colpa degli amori

 

 

Eco sta

tra treni e rumori

senza tornare alla voce

attaccata alle finestre murate

di via Tasso

Guarda le pareti

protette dal plexiglas

graffiate da chiodi di scarpe

lacrime schiacciate

tra informazione

e culi di veline

 

 

 

La mano bianca curiosa

precede il passo incerto

nell’appartamento notturno

segue i sassolini

lasciati da pollicino

disperate tracce per tornare

avere un grumo di parole

ritornate

cucinate

per essere mangiate

insieme a Narciso

a tavola

parlando dell’ordinato

casino del paese

 

 

è inutile dire ogni risposta è negata

 

 

Nell’ acqua ha bagnato la mano

sperando nel ritorno

“La bellezza è nei tuoi occhi

l’ allucinazione è segno del normale “

piangeva Narciso

nello specchio dell’acqua

perso nell’attesa di Eco

 

 

Nella lucertola morta

il gatto

come leone

disteso osserva e annusa

la recita di un rettile

senza coda 

Narciso non parla

trasporta il corpo

nell’incomprensione

 

 

e

 

 

guarda un piccolo cane

ricordo di un piccolo cane

perché a mezzanotte

si aprono i fantasmi

delle logorroiche certezze

fatte di fumo

anelli che girano intorno

all’inutilità

che vedi inchiodata

al centro

sulla porta chiusa

“quanti anni Narciso?”

Dove riposano le greggi di agnelli

che abbiamo sbranato a Pasqua?

Muti

accompagnati al macello

senza confessore ne analista

solo morte industriale

come gli anni passati

 

 

….Quella bici non si fermava

impossibile

posare i piedi a terra

Narciso

doveva pedalare ancora

ancora

mai smettere…..

 

 

Occorrono buoni occhiali

con lenti nere

per proteggersi

da questa grande luce di dio

Spot di nulla

costruiti  intorno all’altare

consumi di questo paradiso

universo inverso trappola

per un’ Eco giovane

una grande luce

di jeans di pelle

firmati dai santi

dove viviamo a verso

o inverso

eterno universo

“quanto tempo è eterno?”

quanta musica ha respirato su noi

per farci ballare sordi

ad ogni richiesta

ad ogni sondaggio del cuore?

 

Persi ad ogni battito

al minimo spicciolo

al resto del caffè

ad un sorso di vino bianco

gelato nella ghiacciaia del bar Maboo

poi

“prendo un caffè e vado”

chi resta

un bianco o ½  Campari

& because the nigth

che batte disperatamente

dal bancone

a voci personali in pubblico

discussioni ridondanti

di incontri scontri

a metà strada

tra ultras nemici

grande fermento

per la ragione di una sciarpa.

 

 

Narciso da Higgs

a parlare del vuoto del mondo

negli interstizi il sogno

è superiore alla materia

e qui senza Eco

il pane è ammuffito

non c’è più pasta

i gatti mi attaccano

pensando di essere leoni.

 

 

Con queste musiche strane

mi hai chiamato poeta

e con ironia

hai detto maledetto

ridendo

maledetto dal senso comune

da un dio

obsoleto nella terra desolata

tra gli uomini impagliati

di T.S. Heliott.

 

 

 

 

 

 

L’ UOMO

 

Aprendo la porta

a 10 anni

alzai gli occhi su un uomo

vestito con una tela nera

impermeabile con cappuccio

usurata e sporca

aveva un sacco sulle spalle

dove rovesciò la spazzatura

del mio secchio.

Rabbia contenuta negli occhi

l’impotenza di un impossibile rivolta

 

mai stato bambino

arruolato allo sgobbo

mai tirato sassi agli aerei

in fondo ad una bottiglia di grappa.

Oh se avesse avuto

compagni  in armi

e parole messianiche

invece sale al piano superiore

condannato a servire

una borghesia insensibile

nella solitudine universale.