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Le Parole tra Noi

PRIMAVERA

di Pablo Neruda

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Proviamo a leggerla come un’allegoria, pensando che la donna amata da Neruda sia in realtà la PACE; e leggiamo anche le altre immagini come metafore. Leggiamola con gli occhi di oggi. Neruda la scrisse quasi 100 anni fa, e la “bufera” tragica non aveva ancora travolto il mondo, ma Primavera evoca da sempre il tema della Rinascita e dell’amore universale. A ciò si riferiva il grande poeta: a ciò riferiamoci noi.

 

PRIMAVERA

Giochi ogni giorno con la luce dell’universo./Sottile visitatrice, giungi nel fiore e nell’acqua./Sei più di questa bianca testolina che stringo/come un grappolo tra le mie mani ogni giorno.//A nessuno rassomigli da che ti amo./Lasciami stenderti tra le ghirlande gialle./Chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud?/Ah lascia che ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi.//Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa./Il cielo è una rete colma di pesci cupi./Qui vengono a finire i venti, tutti./La pioggia si denuda.//Passano fuggendo gli uccelli./Il vento. Il vento./Io posso lottare solamente contro la forza degli uomini./Il temporale solleva in turbine foglie oscure/e scioglie tutte le barche che iersera s’ancorarono al cielo.//Tu sei qui. Ah tu non fuggi./Tu mi risponderai fino all’ultimo grido./Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura./Tuttavia qualche volta corse un’ombra strana nei tuoi occhi.//Ora, anche ora, piccola mi rechi caprifogli,/ed hai persino i seni profumati./Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle/io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina.//Quanto ti sarà costato abituarti a me,/alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano./Abbiamo visto ardere tante volte l’astro baciandoci gli occhi/e sulle nostre teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.//Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti./Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata./Ti credo persino padrona dell’universo./Ti porterò dalle montagne fiori allegri, copihues,/nocciole oscure, e ceste silvestri di baci./Voglio fare con te/ciò che la primavera fa con i ciliegi.

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