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Le Parole tra Noi

FRANCO BATTIATO

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RADIO VARSAVIA (1982)

E i volontari laici
Scendevano in pigiama per le scale
Per aiutare i prigionieri
Facevano le bende con lenzuola

E i cittadini attoniti
Fingevano di non capire niente
Per aiutare i disertori
E chi scappava in occidente

Radio Varsavia
L'ultimo appello è da dimenticare
Radio Varsavia
L'ultimo appello è da dimenticare

E i commercianti punici
Prendevano sentieri di montagna
Per evitare i doganieri
Ed arrivare in Abissinia

La Cina era lontana
L'orgoglio di fantastiche operaie
Che lavoravano la seta
Le biciclette di Shangai

Radio Varsavia
L'ultimo appello è da dimenticare
Radio Varsavia
L'ultimo appello è da dimenticare

 

 

PROSPETTIVA NEVSKI (1980)

 

Un vento a trenta gradi sotto zero
Incontrastato sulle piazze vuote e contro i campanili
A tratti, come raffiche di mitra
Disintegrava i cumuli di neve

E intorno i fuochi delle guardie rosse
Accesi per scacciare i lupi e vecchie coi rosari
E intorno i fuochi delle guardie rosse
Accesi per scacciare i lupi e vecchie coi rosari
Seduti sui gradini di una chiesa
Aspettavamo che finisse messa e uscissero le donne
Poi guardavamo con le facce assenti
La grazia innaturale di Nijinski

E poi di lui s'innamorò perdutamente il suo impresario
E dei balletti russi
E poi di lui s'innamorò perdutamente il suo impresario
E dei balletti russi

L'inverno con la mia generazione
Le donne curve sui telai, vicine alle finestre
Un giorno sulla Prospettiva Nevskij
Per caso vi incontrai Igor Stravinskij

E gli orinali messi sotto i letti per la notte
E un film di Eisenstein sulla rivoluzione
E gli orinali messi sotto i letti per la notte
E un film di Eisenstein sulla rivoluzione
E studiavamo chiusi in una stanza
La luce fioca di candele e lampade a petrolio
E quando si trattava di parlare
Aspettavamo sempre con piacere

E il mio maestro mi insegnò com'è difficile
Trovare l'alba dentro l'imbrunire
E il mio maestro mi insegnò com'è difficile
Trovare l'alba dentro l'imbrunire

 

 

I TRENI DI TOZEUR (1984)

 

Nei villaggi di frontiera guardano passare i treni
Le strade deserte di Tozeur
Da una casa lontana tua madre mi vede
Si ricorda di me delle mie abitudini

E per un istante ritorna la voglia di vivere
A un'altra velocità

Passano ancora lenti i treni per Tozeur

Nelle chiese abbandonate si preparano rifugi
E nuove astronavi per viaggi interstellari

In una vecchia miniera distese di sale
E un ricordo di me come un incantesimo

E per un istante ritorna la voglia di vivere
A un'altra velocità

Passano ancora lenti i treni per Tozeur

Nei villaggi di frontiera guardano passare
I treni per Tozeur

 

 

STRANIZZA D’AMURI (1979)

 

Man manu ca passunu i jonna
Sta frevi mi trasi 'nda lI'ossa
'Ccu tuttu ca fora c'è 'a guerra
Mi sentu stranizza d'amuri
L'amuri

E quannu t'ancontru 'nda strata
Mi veni 'na scossa 'ndo cori
'Ccu tuttu ca fora si mori
Na' mori stranizza d'amuri
L'amuri

Stranizza d'amuri
L'amuri

E quannu t'ancontru 'nda strata
Mi veni 'na scossa 'ndo cori
'Ccu tuttu ca fora si mori
Na' mori stranizza d'amuri
L'amuri

Man manu ca passunu i jonna
Sta frevi mi trasi 'nda lI'ossa (sta frevi mi trasi 'nda lI'ossa)

Stranizza d'amuri
L'amuri

 

 

SHOCK IN MY TOWN (1998)

 

Shock in my town (shock in my town)
Velvet Underground

Ho sentito (ho sentito, shock in my town) urla di furore
Di generazioni, senza più passato (Velvet Underground)
Di neo-primitivi
Rozzi cibernetici, signori degli anelli
Orgoglio dei manicomi

Shock in my town (shock in my town)
Velvet Underground

Ho incontrato (allucinazioni, shock in my town) allucinazioni
Stiamo diventando come degli insetti, simili agli insetti
Nelle mie orbite si scontrano tribù di sub-urbani
Di aminoacidi (di aminoacidi)

Latenti shock (shock addizionali, shock addizionali)
Sveglia Kundalini (sveglia Kundalini, sveglia Kundalini)
Per scappare via dalla paranoia
Mescalina (come dopo un viaggio con la mescalina che finisce male)
Nel ritorno

Shock in my town (shock in my town)
Velvet Underground

Shock in my town (shock in my town)

Latenti shock (shock addizionali, shock addizionali)
Sveglia Kundalini (sveglia Kundalini, sveglia Kundalini)
Per scappare via dalla paranoia
Mescalina (come dopo un viaggio con la mescalina che finisce male)
Nel ritorno (nel ritorno, torno, nel ritorno)

 

 

CENTRO DI GRAVITA PERMANENTE (1981)

 

Una vecchia bretone
Con un cappello e un ombrello di carta di riso e canna di bambù
Capitani coraggiosi
Furbi contrabbandieri macedoni
Gesuiti euclidei
Vestiti come dei bonzi per entrare a corte degli imperatori
Della dinastia dei Ming

Cerco un centro di gravità permanente
Che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente
Avrei bisogno di
Cerco un centro di gravità permanente
Che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente
Over and over again

Per le strade di Pechino erano giorni di maggio
Tra noi si scherzava a raccogliere ortiche
Non sopporto i cori russi
La musica finto rock la new wave italiana il free jazz punk inglese
Neanche la nera africana

Cerco un centro di gravità permanente
Che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente
Avrei bisogno di
Cerco un centro di gravità permanente
Che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente
Over and over again

You are a woman in love
Baby I need your love
I want your love
Over and over again
Come in into my life
Baby, I want to give you my soul
Baby, I need your love

 

 

SCALO A GRADO (1982)

 

Ho fatto scalo a Grado
La domenica di Pasqua
Gente per le strade
Correva andando a messa

L'aria carica d'incenso
Alle pareti le stazioni del calvario
Gente fintamente assorta
Che aspettava la redenzione dei peccati

Agnus dei qui tollis peccata mundi miserere
Dona eis requiem
Dona eis requiem

Il mio stile è vecchio
Come la casa di Tiziano
A Pieve di Cadore
Nel mio sangue non c'è acqua
Ma fiele che ti potrà guarire

Ci si illumina d'immenso
Mostrando un poco la lingua
Al prete che dà l'ostia
Ci si sente in paradiso
Cantando dei salmi un poco stonati

Agnus dei qui tollis peccata mundi miserere
Dona eis requiem
Dona eis requiem

 

 

L’ANIMALE (1985)

Vivere non è difficile potendo poi rinascere
Cambierei molte cose un po' di leggerezza e di stupidità
Fingere, tu riesci a fingere quando ti trovi accanto a me
Mi dai sempre ragione e avrei voglia di dirti
Che è meglio che sto solo

Ma l'animale che mi porto dentro
Non mi fa vivere felice mai
Si prende tutto anche il caffè
Mi rende schiavo delle mie passioni
E non si arrende mai e non sa attendere
E l'animale che mi porto dentro vuole te

Dentro ho segni di fuoco è l'acqua che li spegne
Se vuoi farli bruciare tu lasciali nell'aria
Oppure sulla terra

Ma l'animale che mi porto dentro
Non mi fa vivere felice mai
Si prende tutto anche il caffè
Mi rende schiavo delle mie passioni
E non si arrende mai e non sa attendere
E l'animale che mi porto dentro vuole te

 

POVERA PATRIA (2010)

 

Povera patria
Schiacciata dagli abusi del potere
Di gente infame, che non sa cos'è il pudore
Si credono potenti e gli va bene quello che fanno
E tutto gli appartiene

Tra i governanti
Quanti perfetti e inutili buffoni
Questo paese devastato dal dolore
Ma non vi danno un po' di dispiacere
Quei corpi in terra senza più calore?

Non cambierà, non cambierà
No cambierà, forse cambierà

Ma come scusare
Le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali
Me ne vergogno un poco e mi fa male
Vedere un uomo come un animale
Non cambierà, non cambierà
Sì che cambierà, vedrai che cambierà

Si può sperare
Che il mondo torni a quote più normali
Che possa contemplare il cielo e i fiori
Che non si parli più di dittature
Se avremo ancora un po' da vivere
La primavera intanto tarda ad arrivare